Un certificato SSL (tecnicamente un certificato TLS) è il file che permette a un sito di usare HTTPS: dimostra l’identità del sito e attiva la connessione cifrata. In questa guida vediamo cos’è un certificato SSL, come scoprire quale autorità di certificazione l’ha emesso, la differenza tra certificato SSL gratuito e a pagamento e cosa succede quando scade.
1. Certificato SSL: cos’è?
Un certificato SSL/TLS è un piccolo file installato sul server web. Collega un nome di dominio a una chiave pubblica ed è firmato digitalmente da una terza parte fidata: l’autorità di certificazione (CA). Quando ti colleghi, il browser verifica la firma, il dominio e le date di validità, poi stabilisce la cifratura.
- Cifratura: i dati tra visitatore e server non possono essere letti durante il transito.
- Autenticazione: il visitatore sa di essere collegato al dominio autentico.
- Integrità: le pagine non possono essere modificate lungo il percorso senza che ce ne si accorga.
«SSL» è il nome storico: oggi tutti i siti usano in realtà TLS 1.2 o 1.3. Si continua a dire «certificato SSL», ma è la
stessa cosa. La presenza di un certificato SSL valido è ciò che fa comparire il lucchetto e l’indirizzo in https://.
2. Quale autorità di certificazione ha emesso il certificato SSL di un sito?
L’emittente è scritto all’interno del certificato. Tre modi rapidi per scoprirlo:
- Online: inserisci il dominio nella nostra verifica certificato SSL gratuita: mostra emittente, titolare e data di scadenza.
- Nel browser: clicca sull’icona a sinistra della barra degli indirizzi → «La connessione è sicura» → «Il certificato è valido» → campo Emesso da.
- Da riga di comando:
openssl s_client -connect esempio.it:443 -servername esempio.it | openssl x509 -noout -issuer -dates
Gli emittenti più comuni sono Let’s Encrypt, Google Trust Services, Sectigo, DigiCert e GlobalSign. Un sito dietro un CDN mostra spesso la CA del CDN invece di quella scelta dal proprietario.
3. Tipi di certificato: DV, OV, EV, wildcard
- DV (Domain Validated): dimostra il controllo del dominio. Emesso in pochi minuti, spesso gratuito. Sufficiente per la maggior parte dei siti.
- OV (Organization Validated): la CA verifica anche l’azienda, il cui nome compare nel certificato.
- EV (Extended Validation): controlli più severi; i browser non mostrano più la barra verde, quindi il vantaggio visibile è ridotto.
- Wildcard (
*.esempio.it) copre tutti i sottodomini di primo livello; un certificato SAN/multi-dominio copre un elenco di nomi.
4. Certificato SSL gratuito o a pagamento?
La cifratura è identica. I certificati gratuiti (Let’s Encrypt, la maggior parte degli hosting come Aruba o Register.it, i CDN) sono solo DV, durano 90 giorni e si basano sul rinnovo automatico. I certificati a pagamento costano da pochi euro a qualche centinaio all’anno e aggiungono validazione OV/EV, supporto e garanzia. Per un sito aziendale, un e-commerce o un SaaS, un certificato gratuito con un rinnovo automatico che funziona è la scelta giusta.
5. Cosa succede quando un certificato SSL scade?
Il browser blocca la pagina con un avviso a tutto schermo («La connessione non è privata»). I visitatori se ne vanno, i client API e i webhook falliscono la verifica TLS, pagamenti e login si interrompono. Se l’errore dura, anche il posizionamento può risentirne. La scadenza è una delle cause di down più frequenti e più evitabili, quasi sempre perché il rinnovo automatico è fallito in silenzio (cambio DNS, firewall, migrazione del server).
6. Come non perdere mai una scadenza
- Controlla subito la data di scadenza con la verifica SSL gratuita.
- Attiva il monitoraggio SSL per ricevere avvisi 30, 14 e 7 giorni prima.
- Monitora ogni nome host, non solo il dominio principale: API, CDN e sottodomini di posta hanno spesso certificati propri.
Conclusione
Un certificato SSL è economico o gratuito da ottenere, ma costoso da perdere. Sappi chi l’ha emesso, assicurati che il rinnovo sia automatico e lascia che un monitor ti avvisi prima che sia il browser ad avvisare i tuoi clienti.
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